Corrier Boy Music n. 8 – 20 febbraio 1980: Carlo Ancelotti il paggio del Barone

Corrier Boy Music n. 8 - 20 febbraio 1980Dopo l’approfondimento della scorsa settimana dedicato a Roberto Pruzzo, torniamo sulle pagine dello stesso periodico per un secondo appuntamento.
Stavolta i riflettori sono puntati su un giovanissimo Carlo Ancelotti: un’intervista d’altri tempi su questo Corrier Boy Music n. 8 – 20 febbraio 1980, preso dal nostro archivio, dove il centrocampista si racconta a tutto tondo tra il legame con la sua terra, la passione per la musica e le prime impressioni sulla Capitale.
Le riflessioni di un ragazzo che, già allora, lasciava intravedere il suo brillante futuro nel mondo del calcio.

Buona lettura e buon fine settimana.

Corrier Boy Music n. 5 – 30 gennaio 1980: Roberto Pruzzo sotto il segno di Liedholm

Corrier Boy Music n. 5 - 30 gennaio 1980Corrier Boy Music è stato un ricchissimo contenitore culturale pensato per i giovani, capace di spaziare agilmente tra musica rock, fumetti d’autore e sport. Oltre all’intrattenimento, la rivista offriva ampio spazio all’attualità, alla politica e al sociale, diventando un punto di riferimento fondamentale per un’intera generazione in cerca di risposte e di una propria identità.

In questo Corrier Boy Music n. 5 – 30 gennaio 1980, Alfredo Rossi intervista Roberto Pruzzo su Calcio, passioni e famiglia, tracciando un ritratto intimo del bomber sotto la guida di Liedholm.

Buon Ferragosto a tutti.

Ciao 2001 n. 5 – 4 febbraio 1979: Incontro con Francesco Rocca – Calciatore è bello

Ciao 2001 n. 5 - 4 febbraio 1979Ciao 2001 non è stata solo una delle riviste musicali più importanti d’Italia, ma un vero punto di riferimento culturale che ha saputo spaziare con autorevolezza tra musica, politica, costume, sport, sociale, attualità e molto altro, affrontando spesso temi complessi e di rottura per l’epoca.

In questo numero, tratto dal nostro archivio, Franco Montini firma l’articolo: Incontro con Francesco Rocca – Calciatore è bello. L’intervista offre uno sguardo profondo su un atleta che ha vissuto, sulla propria pelle, il peso di gravi infortuni, riflettendo con grande maturità sulla carriera, sul valore del sacrificio e sulla vita da calciatore.

È il ritratto serio di un professionista che ha affrontato il suo percorso con una dedizione rara, qualità che lo ha guidato anche dopo l’addio ai campi nel 1981. Rocca ha infatti proseguito il suo impegno all’interno della Federazione, distinguendosi come educatore e formatore, mettendo a disposizione dei giovani il suo bagaglio di esperienza attraverso un rigoroso metodo di preparazione atletica, orientato alla cura del gesto sportivo e alla prevenzione.

Buon fine settimana.

Nota di redazione: come già accennato altre volte in precedenza, tranne che per “Giallorossi” e “Roma Sport” di cui pubblichiamo le annate complete, per le altre riviste inseriamo solo stralci mirati. La presenza di pagine pubblicitarie o contenuti di contorno è necessaria esclusivamente per permettere al plugin del nostro sito la corretta visualizzazione delle doppie pagine.

Il Monello n. 23 – 7 giugno 1977

Il Monello n. 23 - 7 giugno 1977La protagonista della copertina di questo numero de Il Monello n. 23 – 7 giugno 1977 è l’attrice Faye Dunaway, ritratta mentre stringe tra le mani il Premio Oscar vinto nel 1977 come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione nel film “Quinto potere” di Sidney Lumet.

Ma la testata non si limitava solo al glamour del grande schermo, ai fumetti, alla musica o all’attualità. Aprendo le pagine del numero, il lettore veniva catapultato nel vivo dello sport italiano; tra i vari contenuti, infatti, è presente un approfondimento dedicato a un giovanissimo Bruno Conti all’interno della rubrica “Under 23”.

Nell’intervista, il mancino di Roma, nato a Nettuno nel 1955, racconta con umiltà e determinazione i suoi primi passi nel calcio che conta. Dagli inizi tra le fila di Latina e Anzio, fino all’importante esperienza in prestito al Genoa — dove fu voluto fortemente dall’allenatore Simoni — Conti ripercorre con orgoglio il battesimo nella nazionale sperimentale azzurra a Basilea.

Tra i ricordi più vivi, il giovane talento cita il suo primo gol in Serie A, segnato il 30 gennaio 1977 contro la Juventus: una rete che, nonostante la giovane età e la strada ancora da fare, segnò la consacrazione di quello che sarebbe diventato, negli anni a venire, uno dei più grandi interpreti del Calcio italiano.

In chiusura — anche se arriviamo con un leggero ritardo editoriale — non possiamo non ricordare che lo scorso 1º luglio il Grande Ufficiale Bruno Conti ha ufficialmente concluso il suo lunghissimo percorso professionale all’interno della Roma. Dopo oltre cinquant’anni vissuti con i colori giallorossi addosso — tra campo, panchina e scrivania — è arrivato il momento del congedo.
È doveroso salutarlo e ringraziarlo per tutto ciò che ha saputo dare alla causa romanista in oltre mezzo secolo di storia vissuta da assoluto protagonista.

Il Monello: Io proprio io – Pierino Prati

Io proprio io - Pierino PratiRompiamo il “silenzio stampa” con un nuovo Io proprio io — l’inserto staccabile pubblicato su Il Monello n. 48 del 29 novembre 1973 — dedicato a Pierino Prati.

L’articolo ripercorre l’arrivo del giocatore alla Roma segnato dall’entusiasmo dei tifosi, dagli autografi e dai cori fuori dal Flaminio. Il testo affronta anche il momento difficile legato agli infortuni che, nonostante l’ottimismo, continua a tormentare la sua condizione fisica.

Nell’intervista, Prati, traccia un bilancio tecnico e umano: parla apertamente del rapporto con l’allenatore Scopigno, dell’intesa con Domenghini e della stima per Gigi Riva, descritto come un punto di riferimento. Affronta poi la rivalità sportiva con Giorgio Chinaglia in vista del derby, auspicando di essere all’altezza del confronto diretto. La monografia dedica ampio spazio anche alla vita privata, includendo dettagli sulla famiglia e sulla quotidianità lontano dai campi di gioco.

Buon fine settimana e a rileggerci al prossimo aggiornamento.

Intrepido Sport n. 26 – 29 giugno 1983

Intrepido Sport n. 26 – 29 giugno 1983Questo Intrepido Sport n. 26 – 29 giugno 1983, dedica ampio spazio all’impatto del calciomercato brasiliano sul nostro campionato. In un periodo di grande fermento, la rivista analizza l’approdo in Italia di vere e proprie stelle come Zico, Falcão, Sócrates, Junior ed Eloi. Gualtiero Zanetti firma un’analisi sulla caratura tecnica di questi campioni, pronti a confrontarsi con la realtà tattica del calcio italiano, caratterizzata da un agonismo esasperato e da un maggiore cinismo difensivo.

All’interno dello stesso numero, Bruno Pizzul racconta l’entusiasmo di Udine per l’arrivo del “Pelé bianco”, Zico. Il giornalista descrive l’accoglienza calorosa riservata al campione, che ha sorpreso chi riteneva la città un ambiente riservato e compassato. Il settimanale offre inoltre uno spaccato del panorama sportivo dell’epoca, tra i preparativi per il Mundialito e gli aggiornamenti sulle varie discipline.

Si ringrazia Pino Belviso per aver messo a disposizione questo numero dal suo archivio.

Nota: Questo è l’ultimo numero degli Intrepido ad essere pubblicato; la serie resta in pausa per consentire la gestione del materiale rimanente e il proseguimento di altri progetti in lavorazione. Le pubblicazioni riprenderanno non appena possibile.

Grazie per l’interesse e continuate a seguirci.

Intrepido Sport n. 23 – 8 giugno 1983

Intrepido Sport n. 23 – 8 giugno 1983
Il numero dell’Intrepido Sport n. 23 – 8 giugno 1983 è ricco di contenuti e dedica ampio spazio alla Roma fresca vincitrice dello scudetto.

Nel servizio firmato da Bruno Pizzul, dedicato alla squadra attesa dalla doppia sfida di Coppa Italia contro la Juventus, il giornalista introduce il match e dà la parola a Falcão: il fuoriclasse brasiliano suona la carica per battere i bianconeri e si dice convinto che il collaudato gioco a “zona” dei giallorossi possa imbrigliare anche l’Amburgo in Coppa dei Campioni.

All’interno della terza puntata della monografia dedicata a Falcão firmata da Gianni Brera, si entra nel privato del fuoriclasse a Roma, con scatti nella sua abitazione tra amici, momenti di svago e gli studi di giurisprudenza.

È di scena il presidente Dino Viola con un servizio firmato da Oliviero Beha. Il giornalista — attraverso una narrazione colta e giocata sul filo della retorica e dei sottintesi — delinea un complesso ritratto del dirigente, sospeso tra un’intervista “vera” e una “verosimile”. L’ingegnere si rivela così in filigrana mentre rivendica l’organizzazione societaria, elogia Liedholm e la centralità di Falcão, rassicurando i tifosi e ricorrendo al suo inconfondibile “violese” per lanciare ironiche stilettate al sistema arbitrale e alla storica rivalità con i bianconeri.

Nel sommario in seconda di copertina, la rubrica “Carta Bianca” fotografa una svolta epocale per il calcio italiano: l’inizio dell’era dello svincolo. Lo specchietto illustra l’impennata dei costi dei cartellini e degli ingaggi, prendendo come esempio le cifre astronomiche – oltre un miliardo di lire a stagione – della trattativa tra Gabriele Oriali e l’Inter di Fraizzoli.

Il cammino della Roma, fascicolo 5

Il racconto prosegue con il fascicolo 5 (pagg. 33-44), che troviamo allegato a Giallorossi n. 15 – 1° dicembre 1972.
Il PDF è consultabile cliccando qui.

Siamo quasi alla meta: ne mancano solo due per completare l’intera opera.

Grazie sempre a Pino Belviso per la sua disponibilità.

Intrepido Sport n. 22 – 1° giugno 1983

Intrepido Sport n. 22 – 1° giugno 1983Sul numero di Intrepido Sport n. 22 – 1° giugno 1983, Gianni Brera prosegue la sua rubrica dedicata a Falcão, analizzando i suoi esordi in Brasile. Il giornalista evidenzia una vera e propria svolta tattica: l’arte della regia viene da lui affinata non sul campo, ma restando come riserva in tribuna durante i Mondiali del 1974. È proprio osservando il gioco dall’alto che Falcão memorizza le geometrie necessarie a eliminare i fronzoli tipici del calcio brasiliano.

Nelle pagine successive, Sandro Ciotti analizza il momento delicato della Nazionale maggiore dopo il trionfo del 1982. Riflettendo il sentimento comune dell’epoca, il giornalista chiede a gran voce spazio per i giovani e per i blocchi più in forma del campionato, a partire proprio dai Campioni d’Italia della Roma. Nelle foto e nelle schede della rivista spiccano infatti i profili dei protagonisti giallorossi: Tancredi, Vierchowod, Ancelotti e Chierico, includendo anche Massaro, all’epoca alla Fiorentina ma futuro romanista a fine decennio.

A pagina 56, Ciotti si concentra anche sulla Nazionale Olimpica di Maldini. Per blindare la squadra, il giornalista chiama di nuovo a raccolta Tancredi e Vierchowod per quanto riguarda la difesa, aggiungendo poi Nela, al quale è dedicata una delle foto con didascalia che lo celebra come il volto nuovo e il simbolo della freschezza atletica della Roma Campione, pronto a prendersi il futuro della retroguardia azzurra. Infine, viene citato il neo campione d’Italia Iorio, all’epoca al centro dell’intreccio di mercato con il Bari.

Buona domenica.